Fisco: Aziende


4. Non rilevano ai fini del reddito le cessioni gratuite delle derrate alimentari e prodotti farmaceutici.

Le derrate alimentari ed i prodotti farmaceutici (art.13 D.L. 460/97), alla cui produzione o al cui scambio è diretta l'attività dell'impresa, che, in alternativa alla usuale eliminazione dal circuito commerciale, vengono ceduti gratuitamente alle ONLUS, non si considerano destinati a finalità estranee all'esercizio dell'impresa ai sensi dell'articolo 53, comma2, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con il decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.

La disposizione del comma precedente si applica a condizione che delle singole cessioni sia data preventiva comunicazione, mediante raccomandata con avviso di ricevimento, al competente ufficio delle entrate (le cessioni di beni facilmente deperibili e di modico valore sono esonerate dall'obbligo della comunicazione preventiva) e che la ONLUS beneficiaria, in apposita dichiarazione da conservare agli atti dell'impresa cedente, attesti il proprio impegno ad utilizzare direttamente i beni in conformità alle finalità istituzionali e, a pena di decadenza dei benefici fiscali, realizzi l'effettivo utilizzo diretto.

Il cedente, entro il quindicesimo giorno del mese successivo, deve annotare nei registri, previsti ai fini dell'imposta sul valore aggiunto, la qualità e la quantità dei beni ceduti gratuitamente in ciascun mese.

La cessione gratuita di beni, alla cui produzione e scambio è diretta l'attività dell'impresa, godono dell'esenzione dall'imposta sul valore aggiunto, per effetto della modifica apportata all'articolo 10, n.12, del DPR 633/1972.

Per la cessione gratuita di derrate alimentari e prodotti farmaceutici, per un costo superiore a 10 milioni di lire, l'azienda deve comunicarlo preventivamente anche all'Ufficio IVA e alla Guardia di Finanza e la ONLUS deve rilasciare l'attestazione di cui sopra attraverso "dichiarazione sostitutiva di atto notorio".

5. Non rilevano ai fini del reddito le cessioni gratuite di beni il cui costo specifico non superi L. 2 milioni (concorre al limite di cui al punto 1).

I beni alla cui produzione o al cui scambio è diretta l'attività dell'impresa, diversi da derrate alimentari e prodotti farmaceutici, qualora siano ceduti gratuitamente alle ONLUS, non si considerano destinati a finalità estranee all'esercizio dell'impresa ai sensi dell'articolo 53, comma2, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con il decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.

La cessione gratuita di tali beni non rileva ai fini del reddito se di importo, sostenuto per la produzione o l'acquisto, corrispondente al costo specifico degli stessi complessivamente non superiore a 2 milioni di lire.

La cessione gratuita di beni, alla cui produzione e scambio è diretta l'attività dell'impresa, godono dell'esenzione dall'imposta sul valore aggiunto, per effetto della modifica apportata all'articolo 10, n.12, del DPR 633/1972.

Tale cessione gratuita si considera erogazione liberale ai fini del limite di cui all'art. 65, comma2, lettera c-sexies del predetto testo unico (concorre cioè al raggiungimento del limite di detraibilità del 2% del reddito di impresa, e comunque sino a 4 milioni di lire anche se tale importo risultasse superiore al precedente limite del 2%).

La disposizione del comma precedente si applica a condizione che delle singole cessioni sia data preventiva comunicazione, mediante raccomandata con avviso di ricevimento, al competente ufficio delle entrate e che la ONLUS beneficiaria, in apposita dichiarazione da conservare agli atti dell'impresa cedente, attesti il proprio impegno ad utilizzare direttamente i beni in conformità alle finalità istituzionali e, a pena di decadenza dei benefici fiscali, realizzi l'effettivo utilizzo diretto.

Il cedente, entro il quindicesimo giorno del mese successivo, deve annotare nei registri, previsti ai fini dell'imposta sul valore aggiunto, la qualità e la quantità dei beni ceduti gratuitamente in ciascun mese.