La piccola agenda della gravidanza

SEI UNA DONNA MIGRANTE INCINTA? Niente paura, hai diritto anche tu a ricevere adeguata assistenza affinché la tua gravidanza proceda serenamente e il/la tuo/a bambino/a si sviluppi in modo sano. L’assistenza sanitaria, in Italia, è garantita a tutti i cittadini italiani, comunitari ed extracomunitari regolarmente o irregolarmente presenti sul territorio nazionale.

CON PERMESSO DI SOGGIORNO Se hai un permesso di soggiorno allora dovrai iscriverti al Servizio Sanitario Nazionale. Puoi farlo gratuitamente nella tua Asl di residenza e vale anche per i tuoi familiari a carico, purché regolari in Italia. Per l’iscrizione serve un documento di identità personale, il codice fiscale, il permesso di soggiorno, l’autocertificazione di residenza o dimora.

SENZA PERMESSO DI SOGGIORNO Se invece non hai il permesso di soggiorno puoi comunque accedere alle cure sanitarie utilizzando il codice STP (Straniero Temporaneamente Presente). E’ importante che tu sappia che i medici e il personale di ospedali e ambulatori non possono denunciarti alle autorità. Altra cosa da tenere presente è che non puoi essere espulsa se sei una donna in stato di gravidanza o nei 6 mesi successivi alla nascita del bambino/a. In questo caso potrai richiedere un permesso di soggiorno per cure mediche (insieme al padre del bambino/ a/a se sposato e convivente), rinnovabile fino ai 6 mesi di età del bambino e dovrai iscriverti al Servizio Sanitario Nazionale, presentando la documentazione che attesti la gravidanza in corso.

Per ottenere l’STP basta andare in una sede qualsiasi della Asl e fare richiesta firmando una “dichiarazione di indigenza”. In questo modo la tua situazione di migrante sarà identica a quella di un cittadino italiano e quindi, se richiesto, bisognerà pagare il ticket per alcuni esami. I dati che verranno registrati dalla Asl sono: nome, cognome, sesso, data di nascita, codice STP, recapito, nazionalità, data di rilascio. Informazioni che non devono però essere inviate alla prefettura. Il tesserino deve essere rilasciato anche in assenza di documenti e eventualmente in forma anonima. Ha la durata di sei mesi, vale su tutto il territorio italiano e può essere rinnovato.

Il consultorio

Il primo passo, dopo avere accertato la gravidanza, è rivolgerti al consultorio familiare della tua città. Lì troverai ad accoglierti il personale sanitario (medici, ostetriche e infermieri) e potrai fare tutti gli esami e le visite durante il periodo di gravidanza gratuitamente. Al consultorio potrai tornare anche dopo la nascita del bambino per ricevere assistenza e sostegno all’allattamento. E’ importante sapere che tutti gli operatori sono tenuti al rispetto della riservatezza e quindi anche se sei clandestina non potranno denunciarti. Puoi chiedere, per motivi personali o religiosi, di essere visitata solo da personale di sesso femminile. In generale sono gratuite:
  • le visite mediche periodiche ostetrico-ginecologiche;
  • alcune analisi da eseguire prima del concepimento, per escludere la presenza di fattori che possano incidere negativamente sulla gravidanza. Se la storia clinica o familiare della coppia evidenzia condizioni di rischio per il feto, possono essere eseguite in esenzione tutte le prestazioni necessarie ed appropriate per accertare eventuali difetti genetici, prescritte dal medico specialista;
  • gli accertamenti diagnostici, per ciascun periodo di gravidanza, per il controllo della gravidanza fisiologica. In caso di minaccia d’aborto, sono da includere tutte le prestazioni specialistiche necessarie per il monitoraggio dell’evoluzione della gravidanza;
  • tutte le prestazioni necessarie ed appropriate per la diagnosi prenatale in gravidanza, nelle specifiche condizioni di rischio per il feto;
  • tutte le prestazioni necessarie ed appropriate per il trattamento di malattie (preesistenti o insorte durante la gravidanza) che comportino un rischio per la donna o per il feto, prescritte di norma dallo specialista.

Il parto

Per partorire puoi scegliere di andare, gratuitamente, in uno degli ospedali della zona. Puoi informarti prima su che servizi offrono le diverse strutture chiedendo agli operatori del consultorio. Nel periodo del travaglio e del parto puoi chiedere di avere vicino il tuo compagno, o tuo marito, o chiunque tu desideri.

Il riconoscimento del bambino/a

Una volta nato/a il/la bambino/a puoi effettuare la dichiarazione di nascita presso l’ospedale o l’ufficio comunale senza correre il rischio di venire denunciata; allo stesso modo il padre del bambino, se è irregolarmente presente sul territorio e se non è sposato con te, può effettuare il riconoscimento del figlio naturale senza correre alcun rischio. Se invece il padre del bambino si rifiuta di riconoscerlo puoi ricorrere alle vie giudiziarie.

Il post parto

Dopo il tempo stabilito dai medici potrai tornare a casa con tuo/a figlio/a. Gli stessi medici ti daranno un appuntamento per fare una visita e controllare lo stato di salute tuo e del bambino/a. Anche in questa fase puoi rivolgerti al consultorio di zona e chiedere di fare lì la visita di controllo, partecipare a gruppi di sostegno per l’allattamento, o ad altre iniziative previste.

Il pediatra

Anche tuo/a figlio/a ha diritto ad avere un medico. Se hai il permesso di soggiorno dovrai iscrivere anche lui/ lei al Sistema sanitario nazionale e scegliere un pediatra per lui/lei. Come hai fatto per te, basterà andare nella tua Asl di appartenenza. Se invece non hai il permesso di soggiorno allora potrai richiedere per il/la tuo/a bambino/a l’STP e poi scegliere il pediatra. Anche questa operazione puoi farla recandoti nella tua Asl di appartenenza.

Le vaccinazioni

Per evitare che tuo/a figlio/a prenda delle malattie devi vaccinarlo, per salvaguardare sia la sua salute che quella della comunità in cui vive. In Italia le vaccinazioni sono distinte in:
  • obbligatorie: la legge prevede che vengano fatte a tutti e l’Asl manda a casa l’invito con la data e il luogo in cui verranno fatte;
  • raccomandate: sono tutte consigliate e l’Asl manda a casa l’invito con la data e il luogo in cui verranno fatte;
  • facoltative: non sei obbligata a fare queste vaccinazioni a tuo/a figlio/a, ma il pediatra può consigliare di farle sulla base della storia clinica del bambino/a. In questo caso sei tu che devi chiamare la Asl per prendere appuntamento.