La piccola agenda della gravidanza

INTERVISTA - Le paure delle mamme adolescenti

Spesso, soprattutto le ragazze molto giovani, che per la tenera età affrontano gli eventi con meno ansia, tendono a sottovalutare le dimensioni di questo cambiamento, credendo di potercela fare da sole senza l`appoggio di parenti e amici.

Per superare un grande cambiamento come la nascita di un figlio è fondamentale evitare la solitudine e non avere paura di essere mal giudicate chiedendo sostegno e aiuto alle persone care, che sicuramente non si tireranno indietro.

Vivere in funzione di un neonato bisognoso di cure, significa indubbiamente seguire il proprio istinto materno senza dimenticare che sarà necessario abbandonare le aspettative del divertimento e della spensieratezza adolescenziale. Questo non significa rinunciare alla propria vita e annullarsi, ma modificare le proprie abitudini adattandole alle esigenze del nuovo nato. La gravidanza a volte può essere inaspettata e quindi essere vissuta in maniera traumatica non solo per ragioni fisiche ma soprattutto per ragioni familiari e sociali. Fortunatamente molte adolescenti possono contare sull`aiuto e l`appoggio dei genitori.

La scelta di continuare la gravidanza e assumersi questa enorme responsabilità è molto importante ed è fondamentale condividerla con le famiglie.

Sono incinta, come lo dico ai miei genitori?

Dipende dal rapporto che si ha con i genitori. Se c’è poca comunicazione o una relazione “diffcile”si può richiedere il supporto di educatori e psicologi rintracciabili anche nelle scuole o sul territorio. Queste figure possono svolgere un ruolo di intermediazione. In ogni caso bisogna mettere in conto che il genitore potrà restare deluso e che ci sarà una destabilizzazione all’interno della famiglia, perché il progetto di vita della ragazza subirà un cambiamento. E’ normale che ci sia confusione e spaesamento almeno in un primo momento.

E al mio ragazzo?

Il consiglio è di rendere partecipe il fidanzato da subito. Il sospetto di una gravidanza viene dai sintomi, tra cui l’assenza di mestruazioni, la nausea, il seno gonfio. Per cui è bene coinvolgere il proprio ragazzo parlandogli di questi sintomi. Così anche lui si confronterà man mano con quanto sta succedendo, arrivando più preparato al test di gravidanza.

Sono rimasta incinta dopo un rapporto occasionale, lo dico al futuro padre?

Non esiste una regola. A mio avviso il ragazzo ha diritto di saperlo anche se molto giovane. L’ultima parola spetta alla donna, ma ci si può comunque confrontare.

Sto da poco con il mio ragazzo, saremo compatibili? Altrimenti?

Se saranno compatibili o meno si vedrà vivendo insieme delle esperienze. Bisogna tenere conto del fatto gli adolescenti sono in una via di mezzo tra la loro famiglia d’origine e quella che vorrebbero. Da adulti si è organizzati per avere una famiglia, anche nella propria testa. In questa fase quindi è importantissimo il ruolo della famiglia d’origine: non può ricadere tutto su ragazzi di 15 anni perché non hanno tutte le abilità, possono avere la volontà ma non gli strumenti adatti e in questo vanno guidati.

Se lui dovesse tirarsi indietro come potrò crescere un figlio da sola?

Si può se alle spalle ci sono una madre e un padre accoglienti, che possano passare alla figlia delle abilità che avrebbe dovuto acquisire nel tempo e che invece deve tirare fuori prematuramente. I nonni non dovranno sostituirsi alla mamma, ma starle accanto e sostenerla.

Sono molto giovane e finora non ho combinato molto nella vita, come farò a occuparmi di un altro essere umano?

Chi fa la scelta di tenere un bambino anche se molto giovane, fa una scelta a favore della vita e questo già basta. Occuparsi di un altro essere umano si impara pian piano. Chi ha scelto di tenere un bambino a 15 anni ha già mostrato la capacità di occuparsene decidendo di portare avanti la gravidanza. Poi a livello economico avrà bisogno di sostegno e senza dubbio deve tenere in conto che andrà a “bruciare” una parte di propria giovinezza.

Come farò a costruirmi un avvenire?

Sarà più difficile sicuramente, una volta fatta la scelta bisogna essere consapevoli del fatto che non rimarrà tutto come prima. Bisognerà “adultizzarsi” prima del tempo e mettere in conto che, almeno per i primi mesi, mentre gli amici usciranno le neo-mamme dovranno stare a casa col neonato.

Non potrò più uscire con le mie amiche, resterò sola?

C’è il rischio di perdere delle amicizie quando gli interessi cambiano in modo così radicale, ma non è detto che le amiche non possano condividere anche questa esperienza. Bisogna distinguere il primo periodo di vita del bambino con quelli successivi. Ci sarà il primo anno in cui bisognerà mettere in stand-by il proprio avvenire, si passerà più tempo da soli, ma poi si tenderà a una nuova normalità, più simile a quella che si viveva prima. Si potrà riprendere a studiare e ad uscire la sera. Questo se c’è una famiglia di origine alle spalle che sostiene la neo-mamma. Diventa molto difficile se manca questo tipo di appoggio.