La piccola agenda della gravidanza

INTERVISTA - Le preoccupazioni dei futuri papà

A volte ci dimentichiamo della figura paterna, ma in realtà sappiamo che anche i futuri papà provano un’infinita serie di sensazioni ed emozioni legate alla gravidanza, alla nascita e all’avere un bambino. In un certo senso, anche i padri possono “essere incinti”, in quanto, al pari delle donne, subiscono una profonda trasformazione sia per quanto riguarda la loro personalità sia per gli enormi cambiamenti di carattere psicologico.

Se nel rapporto di coppia la donna gioca un ruolo materno nei confronti dell’uomo, il bambino può essere visto come un rivale; inoltre il ripiegamento su di sé della donna gravida fa aumentare il senso di esclusione che il partner può avvertire.

Accompagnando la donna in gravidanza e durante il parto, proteggendola e condividendo la responsabilità della nascita, l’uomo si prepara ad essere padre, elaborando via via anche i sentimenti di esclusione, invidia e gelosia che può aver provato. Un compagno presente e amorevole è infatti importante per permettere alla donna di essere una buona madre.

Nei primi mesi di vita del bambino può comunque accadere che il padre avverta un senso di abbandono, di perdita di centralità all’interno della famiglia: la mamma si dedica esclusivamente al bambino, tutte le cure e le attenzioni sono per lui, spesso si assiste ad una riduzione dell’attività sessuale.

In questi casi consigliamo al padre di non drammatizzare, di essere comprensivo, il periodo è una fase ed è del tutto normale.

Diventerò padre, ma ho paura di non essere all’altezza del compito...

L’ansia è comune. Ce l’ha il papà come la mamma. Ed è normale visto che bisognerà prendersi cura di un bambino. Il consiglio è di condividere questa paura con la compagna.

Temo che l’arrivo del bambino possa “togliermi” l’affetto e le attenzioni della mia compagna. Come posso affrontare questa paura?

Alcuni uomini tendono a mettersi sullo stesso piano del bambino. E’ un paragone infantile che nasce dall’abitudine a essere al centro del mondo della compagna. Rispetto alle mamme, i papà fanno più difficoltà a entrare nel sistema famiglia a tre, perché non vivono la gravidanza. Il consiglio è di uscire da questo meccanismo di “competizione” con il figlio e provare a maturare. Lui e la compagna insieme accudiscono il bambino e si accudiscono a vicenda.

Il corpo della mia compagna non mi attrae più. Che posso fare per far tornare la passione di prima?

Una coppia che ha una buona comunicazione sessuale è difficile che si trovi ad avere questi problemi. Bisogna essere sensibili e non volere tornare al prima, ma costruire una nuova idea di passione, di corpo, di piacere. All’atto pratico cambiano anche le posizioni. Se la coppia ha una buona intesa sessuale gioca con la nuova situazione anche a letto.

La mia compagna non vuole più fare sesso. Questa cosa cambierà dopo il parto? Che posso fare?

Se ne parla poco, ma la sessualità subito dopo il parto è complicata. La donna ha paura perché ha vissuto il trauma del parto naturale e teme che internamente non tutto si sia ricostituito come prima. Innanzitutto va fatta una visita specialistica per tranquillizzare la neo-mamma. Poi bisogna vivere con serenità il fatto che inizialmente ci sia una specie di ritorno alla verginità. C’è meno elasticità, la penetrazione può fare male. E in questo il compagno deve cercare di essere comprensivo e di capire che lì c’è stata una ferita.